MORATORIA (SOSPENSIONE O ALLUNGAMENTO) FINANZIAMENTI PER CORONA VIRUS ALLE AZIENDE. ATTENZIONE A RICHIESTA DI NUOVE GARANZIE

In queste concitate ore di emergenza, ABI (6.3.20 in www.abi.it) ha pubblicato la meritevole iniziativa di estendere la possibilità, per le imprese danneggiate dall'emergenza in corso, di sospendere -fino ad un anno- il pagamento della quota capitale dei finanziamenti (a medio o lungo termine e leasing) o di allungare la scadenza degli stessi (così come nella misura “Imprese in Ripresa 2.0” di cui all’Accordo per il Credito 2019) ai finanziamenti in essere al 31 gennaio 2020 erogati in favore delle imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica “COVID-19”.

Le imprese danneggiate da questo maledetto virus quindi potranno fare apposita istanza (disponibile sul sito di ABI) alla propria banca che -peraltro- dovrà (come si legge ancora nel comunicato) accelerare al massimo i tempi di istruttoria e di decisione.

Confidando in una sua immediata applicazione pratica, e quindi un concreto aiuto alle aziende (vero motore dell’Italia), riteniamo questa iniziativa più che lodevole e meritevole di un sincero plauso pubblico.

Tuttavia, ci corre anche l’obbligo si segnalare l’attenzione di tutti sul fatto che la citata misura ‘Imprese in Ripresa 2.0’ prevede anche la possibilità per le banche (artt 2.2.6 e 2.3.6) che tra le condizioni della sospensione o dell’allungamento del finanziamento sia possibile richiedere all’impresa ‘eventuali garanzie aggiuntive’.

In altri termini, secondo le descritte disposizioni, le banche potrebbero chiedere nuove ed ulteriori garanzie (fideiussioni comprese ovviamente). Non escludendo che tale ‘dettaglio’ possa solo essere frutto di una mera dimenticanza del comunicato del 6.3.20, e quindi che sia da escludere l’eventualità -anche per buona senso e buona fede- tale richiesta innanzi a moratorie per corona virus, si è ritenuto utile segnalare la questione.

Laddove il credito è stato, a suo tempo, concesso vi è stata un’idonea istruttoria bancaria che ha determinato la sostenibilità dello stesso da parte del richiedente. Se quest’ultimo, causa crisi sanitaria (non certo imputabile alle aziende), ha necessità di allungare o sospendere il mutuo/finanziamento, non risulta davvero etico nè compatibile con il meritevole scopo comunicato da ABI, quello di ‘arricchire’ le garanzie già presenti, magari vincolando patrimoni personali e/o terze persone sino ad ora estranee al rischio di impresa. Diversamente, infatti, al danno si aggiungerà la beffa.

Livorno-Bergamo, 8.3.2020

Avv. Nicola Stiaffini
Avv. Gladys Castellano